L’antichissima sagra di polenta e mortadella

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10 febbraio 2016 di Paola Malcotti

Documenti storici fanno ritenere che la sua origine possa risalire addirittura al 1463: la tradizionale distribuzione gratuita di polenta e mortadella a Varone, nata da un antico «beneficio» dovuto dalla Curia alla comunità, consistente nell’obbligo di distribuire una «soma di pane di frumento, una brenta di vino ed un minale di farina cotta», torna domenica 14 febbraio nel centro di Varone, preceduta da «Quattro passi in attesa di polenta e mortadella», marcia non competitiva con tracciati di diversa difficoltà, il ricavato delle cui iscrizioni sostiene un progetto umanitario del Gruppo Missionario Alto Garda e Ledro.

L’inizio è alle 13 con l’apertura della manifestazione; alle 14 inizia la distribuzione di polenta e mortadella; dalle 16 lo spettacolo musicale. Per tutta la durata della manifestazione è in funzione un fornitissimo bar ristoro con bevande e panini. In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata alla domenica successiva, 21 febbraio. L’organizzazione è a cura del comitato Polenta e Mortadella di Varone, col patrocinio del Comune di Riva del Garda.

«Quattro passi in attesa di polenta e mortadella» inizia con la partenza libera dalle 9 alle 10. I percorsi sono due: il percorso n. 1 è di pianura, per una distanza di 8 chilometri circa; il percorso n. 2 è di montagna, per una distanza di 7 chilometri circa e un dislivello di 200 metri. Inoltre è disponibile un ulteriore percorso per persone con disabilità. La camminata si snoda nello stupendo paesaggio mediterraneo dell’Alto Garda trentino.

Note storiche

La tradizionale sagra di polenta e mortadella a Varone rappresenta una delle feste popolari più antiche di tutto il Trentino. Sfogliando qualche vecchio documento è possibile risalire alle origini: il riferimento è in particolare al dicembre del lontano 1708, quando il curato don Gaetano Bertoldi affermava di essere tenuto, in virtù di un «beneficio» di cui godeva le rendite, conferitogli dalla comunità che ne deteneva lo «Jus Patronatus», a distribuire nel giorno dell’Annunciata nella chiesa di Santa Maria del Perdono una «soma di pane di frumento, una brenta di vino ed un minale di farina cotta».

L’usanza è giunta fino ai nostri giorni: alla «farina cotta» (polenta) è andata ad aggiungersi la mortadella e la data effettiva è slittata dal giorno dell’Annunciazione alla prima domenica di Quaresima. Un’altra testimonianza scritta dell’usanza di distribuire cibarie alla popolazione di Varone risale al 1829. E andando ancora a ritroso nel tempo, si scopre che il «beneficio» cui si fa riferimento nello scritto del 1708 risale addirittura al 1463, quando «Ser Gabriel Pitiliani, originario della città di Siena e sepolto nel cimitero di San Francesco di Riva, lasciò tutti i suoi beni all’altare di San Giacomo nella chiesa del Pernone e volle che lo «Jus Patronatus» fosse del Comune di Riva. Non è dunque da escludere che le pubbliche distribuzioni di cibarie a Varone, di cui «Polenta e mortadella» è la moderna continuazione, abbiano avuto inizio proprio in quel lontano 1463.

c.s. a cura dell’Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva

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