«No alla centrale, sì alla salute!» corteo in marcia per il futuro di Ledro

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16 maggio 2016 di Paola Malcotti

«No alla centrale, sì alla salute!». È lo slogan ribadito più volte ieri in occasione del corteo organizzato dal comitato As.Pro Ledro per sottolineare con forza la contrarietà all’impianto a biomassa di Tiarno di Sopra.

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Più di un centinaio le persone, di ogni età e paese, che si sono presentate alla manifestazione, scegliendo di protestare in forma pacifica e colorata contro quello che viene considerato un progetto dannoso non solo per la salute ma anche per il turismo, e quindi per l’economia dell’intera valle. Tra loro pure alcuni rappresentanti di Legambiente e del comitato «Basta veleni» di Castenedolo (BS).

IMG_2777 (1280x852)«Una partecipazione inaspettata, più di quanto preventivato – ha detto Pietro Zanotti, uno dei ricorrenti al Tar – In fin dei conti questa è stata la prima manifestazione che la valle si è concessa per dire ciò che pensa del progetto. Ma se da un lato possiamo dirci contenti, dall’altro dobbiamo rilevare ancora una volta la presenza di un clima di omertà e paura. Quel che vorremmo far capire alla gente è che abbiamo un compito da portare avanti: garantire un futuro ai nostri figli. Se gli imprenditori vogliono guadagnare non lo facciano sulla nostra pelle: a Tiarno il prezzo da pagare in termini di salute è troppo alto!».

Quindi le considerazioni sull’ordinanza del Tar e sul modus operandi delle amministrazioni comunali, precedenti e attuali. «Ci ha sorpresi il fatto che il Tar sia entrato nel merito del nostro ricorso, anticipando la sentenza – ha continuato Zanotti – Nei prossimi giorni analizzeremo tutti i documenti, per procedere così con il ricorso al Consiglio di Stato: i ledrensi hanno bisogno di qualcuno che tuteli i loro diritti e noi, con i nostri soldi e la nostra tenacia, lo stiamo facendo. Siamo preoccupati, e di questo ne abbiamo scritto al sindaco, perché i dati che vengono riportati da Ags riguardano solo le polveri sottili e non i numerosi altri inquinanti che possono causare gravi danni alla salute di cittadini e ambiente. Abbiamo chiesto di valutare le alternative possibili: stiamo parlando di energie rinnovabili, di uso del cippato e di un percorso che poteva essere intrapreso davvero ad emissioni zero. La centrale è stata progettata per produrre pellet ed energia, cose di cui la valle e il Trentino non hanno bisogno!».

fonte: Paola Malcotti – l’Adige di oggi, lunedì 16 maggio 2016

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