L’eccellenza glocal di Drodesera

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21 luglio 2016 di Paola Malcotti

Prende il via domani Drodesera, il festival delle arti performative proposto da Centrale Fies, giunto alla 36a edizione. Nove le giornate dedicate a «World breakers», il titolo pensato per quest’anno, che da qui fino a sabato 30 luglio vedranno la messa in scena di una quarantina di spettacoli (tra cui 12 prime nazionali) di danza, teatro e arti visive. A cominciare dalla performance di Andreco «The Rock Slide and the Wood» (di sabato 23 e domenica 24 luglio), in cui la ricerca culturale si focalizzerà sulla relazione con il paesaggio naturale e sul percorso laboratoriale intrapreso dall’artista, che lavorerà nella frana delle Marocche.

«Si tratta di un progetto che per la prima volta vedrà il festival uscire fisicamente dalla Centrale per andare a toccare questa parte del territorio – ha spiegato Dino Sommadossi – Quella di Andreco sarà una performance di bassissimo impatto ambientale, che farà uso di elementi naturali, una “passeggiata” che grazie al coinvolgimento di una quindicina di artisti locali, alcuni anche di Dro, accompagnerà il pubblico in uno dei luoghi più belli della zona». Tra i progetti di punta, anche «Alta tensione» di Marzia Migliora, con i primi risultati della ricerca sulla storia operaia e industriale della centrale, che permetterà di avviare una riflessione sull’impatto socioculturale, oltre che economico, che la sua costruzione – avvenuta nei primi del ‘900 – ebbe sul territorio e sulla gente del luogo. «Ed è in questo contesto che si inserirà pure Urban Heat – ha aggiunto Barbara Boninsegna – un progetto che porterà a Fies studiosi provenienti da tutta Europa, per discutere del rapporto uomo-ambiente, confrontarsi su arte, geografia, cultura, attivismo». Un festival dunque sempre più articolato e aperto verso l’esterno, anche e soprattutto nei confronti della comunità droata.

«In occasione dell’inaugurazione di domani – sottolineano i curatori – si potrà arrivare Fies direttamente in auto, a differenza dei giorni successivi quando nel rispetto dell’ambiente si potrà raggiungere il festival solo tramite la comoda ciclabile oppure facendo uso del servizio gratuito di bus-navetta (attivo tutte le sere dalle 18 alle 3 di notte, con partenza da piazza Repubblica). L’ingresso alla lounge zone del parco, con i dj set e gli angoli enogastronomici allestiti in collaborazione con i ristoranti e le aziende aderenti il Consorzio vignaioli, sarà libero, mentre per gli spettacoli a pagamento è opportuno prenotare (tel. 0464-504700, per i residenti è previsto lo sconto del 50%). La Centrale sarà dunque davvero aperta a tutti, tanto che quest’anno abbiamo pensato pure ad un invito specifico rivolto alle famiglie dei richiedenti asilo residenti in paese, per permettere anche a loro di conoscere la struttura».

«Innovazione e tradizione, internazionalità e territorialità – ha concluso il sindaco Vittorio Fravezzi – Potremmo definire Drodesera un festival “glocal”, che da ben 36 anni coniuga il locale con il globale e si connota sulla scena provinciale come elemento di eccellenza, non solo perché centro di ricerca e divulgazione artistica ma anche come luogo di formazione e crescita, collettiva prima ancor che personale. Perché è anche grazie alla cultura che possono essere create opportunità, occupazionali ed economiche, e di questo non possiamo che andarne orgogliosi».

fonte: Paola Malcotti – l’Adige di oggi, giovedì 21 luglio 2016

Centrale_Fies_esterno

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