Tremalzo, prove di rilancio con Leali

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22 settembre 2016 di Paola Malcotti

Alcide Leali torna a scommettere su Tremalzo. Dopo il dietrofront del 2013, quando in seguito alla sentenza del Tar, che aveva accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste contro il progetto del megahotel da circa 400 posti letto, era sfumato pure l’interesse dell’investitore privato, l’imprenditore bresciano ha accettato l’invito che l’amministrazione comunale di Renato Girardi ha avanzato negli ultimi mesi con la proposta di condivisione di un nuovo progetto di carattere pubblico-privato per il rilancio della stazione in quota. Una collaborazione di cui la giunta ledrense non ha mai fatto mistero ma che ora sta prendendo sempre più corpo, tanto che presto potrebbe diventare realtà.

HPIM0396.JPG«Il proposito è ancora in essere – spiega il sindaco – ma abbiamo già avuto degli incontri sia con Leali che con gli assessori provinciali, e tutti i soggetti coinvolti sembrano essere molto interessati. Siamo dunque fiduciosi. Il nostro obiettivo, condiviso dall’imprenditore bresciano e da piazza Dante, sarebbe quello di riqualificare i volumi già esistenti (a cominciare dalla ex tavola calda e dall’ex rifugio Guella), accorpandoli tra loro, abbattendo le strutture fatiscenti e rimettendole in gioco senza aumentarne le cubature. Abbiamo già inoltrato la proposta in Provincia e siamo in attesa del parere urbanistico: se sarà positivo, andremo avanti. Il progetto di rilancio pensato dalla precedente amministrazione, che prevedeva solo la realizzazione di un parco divertimenti invernale e di servizi ad esso connessi, non avrebbe infatti avuto lunga vita senza la presenza di strutture ricettive funzionanti e diversificate, di alloggi, di ristoranti, di nuovi servizi ecc.: la nostra idea è dunque quella di sposare un investimento che abbracci tutto questo, come previsto ancora nel progetto di Leali di 10 anni fa, ma con il debito ridimensionamento e con il coinvolgimento della parte pubblica».

Nel 2000 l’Irvat, proprietaria degli impianti di risalita nonché della ex tavola calda, ex-rifugio-guellaipotizzò il rilancio della stazione sciistica avviando l’iter per ottenere le autorizzazioni e cercando nuovi sostenitori. Si fece avanti il noto imprenditore bresciano, che poco dopo acquistò la maggioranza delle quote societarie nonché 11 appartamenti (su 12) ai piani superiori dell’edificio. Il pianterreno, in passato adibito a ristorante, bar, magazzini, rimase di proprietà di Irvat. L’intenzione di Leali era però quella di rilevare l’intera struttura, per ricavarne (agevolato da varianti al Prg) un hotel da 152 posti letto, al quale aggiungere altri 8500 metri cubi residenziali. La proposta fu però bocciata dalla Provincia. Al secondo tentativo venne presentato un progetto ridotto, stavolta ostacolato dalle associazioni ambientaliste, alle quali il Tar nell’estate del 2013 diede ragione. La cosiddetta «operazione Leali» dunque sfumò e con essa qualsiasi altro interesse da parte dell’investitore privato, considerato che con la legge Gilmozzi, entrata in vigore nel frattempo, Leali non poté più ricevere nemmeno la concessione edilizia per trasformare l’ex rifugio Guella, di sua esclusiva proprietà, in struttura residenziale. Più delicata invece la questione della ex tavola calda, messa in vendita tre anni fa per 1.700.000 euro e per la quale nessuno si è mai fatto avanti per l’acquisto.

Il nuovo progetto di sviluppo turistico di Tremalzo previsto dall’amministrazione Girardi potrebbe dunque rappresentare il punto d’incontro tra i soggetti pubblico-privati e dal quale far partire il tanto auspicato rilancio della stazione in quota. Un rilancio che finora, nonostante le buone intenzioni, ha fatto fatica a decollare, per rendersi così appetibile agli occhi di nuovi investitori. A dimostrarlo, pure lo scarso interesse verso il rifugio Garibaldi, di proprietà comunale, la cui gestione è stata messa all’asta per ben tre volte nel giro di otto mesi, senza però andare mai a buon fine. «Ora valuteremo se sia il caso di indire una nuova asta – conclude il sindaco – oppure se dare avvio a trattative private con quanti si dicano intenzionati ad assumerne la conduzione».

fonte: Paola Malcotti – l’Adige di mercoledì 21 settembre 2016

Tremalzo inverno 3.JPG

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