Da domani, un solo presidio di guardia medica per tutto l’Alto Garda e Ledro

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1 novembre 2016 di Paola Malcotti

Ultimo giorno di vita oggi per i presidi di guardia medica di Arco e Ledro. A partire dalle ore 20 di domani, mercoledì 2 novembre, il servizio di continuità assistenziale garantito finora presso l’ambulatorio arcense di via Capitelli e della «Casa della salute» di Bezzecca sarà trasferito a Riva, così come previsto dalla riorganizzazione sanitaria provinciale messa a punto negli ultimi mesi.

D’ora in avanti, in caso di bisogno, i circa 50mila abitanti dell’intero Alto Garda – da Drena a Tenno, da Tiarno di Sopra a Nago, oltre che dei centri maggiori – saranno dunque costretti a fare riferimento all’unico presidio che rimarrà attivo in zona, quello di largo Marconi 2 a Riva (di fronte all’ex ospedale, telefono 0464.582629), dove negli orari notturni (dalle 20 alle 8), nei giorni prefestivi e festivi, saranno a disposizione – gratuitamente per gli assistiti del servizio sanitario provinciale, a pagamento per tutti gli altri – due soli medici di guardia: uno per gli spostamenti sul territorio ed uno fisso in ambulatorio. Oppure, per urgenze, direttamente al pronto soccorso dell’ospedale di Arco.

Il disagio sarà assicurato. Gli utenti dei centri più lontani di Ledro, Drena, Pietramurata, dovranno fare i conti non solo con la distanza e il tempo di percorrenza, ma anche e soprattutto con le difficoltà viabilistiche, in particolar modo in presenza di traffico o neve; lo stesso disagio al quale sarà sottoposto pure l’operatore di turno che si troverà impegnato a raggiungere le località periferiche per le visite a domicilio.

«Ci è stato assicurato che in caso di bisogno i medici avranno il dovere di muoversi sul territorio – fa sapere l’assessore alla sanità di Ledro Maria Teresa Toniatti – e che il servizio di continuità assistenziale verrà garantito anche in tal senso. In questi primi quattro mesi raccoglieremo tuttavia i dati sia sulle affluenze in ambulatorio che sulle chiamate per visite a domicilio, per valutare così attraverso un monitoraggio della nuova organizzazione se vi siano i numeri sufficienti per un ripristino del presidio di Bezzecca. Nel frattempo, alla luce dell’incontro tenutosi in valle tra l’assessore Luca Zeni ed i soggetti coinvolti nel tavolo di lavoro istituito negli ultimi tempi per fronteggiare il tema della sanità e della riorganizzazione delle residenze per anziani (oltre all’amministrazione comunale, i medici ed i pediatri di base, i farmacisti, il referente del gruppo locale di Croce rossa, il presidente della casa di riposo “Giacomo Cis”), ci stiamo adoperando per concretizzare il potenziamento di copertura medica sul territorio ledrense tramite una convenzione con il professionista interno alla Apsp». Progetto che, se appoggiato dalla Provincia, almeno nei giorni prefestivi e festivi potrebbe dar respiro all’attività di Croce rossa, sulla quale si teme ora – con la chiusura dell’ambulatorio di guardia medica di Bezzecca – un ripiego da parte dell’utenza, a discapito del servizio di primo soccorso offerto al territorio.

fonte: Paola Malcotti – l’Adige di oggi, martedì 1 novembre 2016

Centro sanitario Bezzecca 3

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