«Posto occupato» in biblioteca

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24 novembre 2016 di Paola Malcotti

Nell’ambito delle iniziative per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne il Comune di Riva del Garda ha aderito alla campagna «Posto occupato» e ha riservato, in maniera simbolica, una delle poltroncine della biblioteca civica ad una donna che purtroppo, come vittima della violenza, non la potrà mai utilizzare.

La poltroncina è stata posta accanto ad una delle «testimoni silenziose» e ad una selezione di pubblicazioni sul tema; successivamente tornerà nel locale dove si trova normalmente, cioè la sala riviste. Si tratta di un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza: ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Anche questo posto è riservato a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.

«Posto occupato» è un’idea, un dolore, un pensiero, una reazione che ha cominciato a prendere forma man mano che i numeri crescevano e cresceva l’indignazione di fronte alla notizia dell’ennesima donna assassinata. I posti occupati simbolizzano un’assenza che avrebbe dovuto essere presenza se non ci fosse stato l’incrocio fatale con un uomo che ha manifestato la sua bestialità, ammantandola di un “amore” che altro non è che disprezzo. Con un definitivo e ultimo gesto per sancire un presunto diritto di proprietà.

«Posto occupato» è partito il 29 giugno dall’anfiteatro della villa Comunale di Rometta (Messina), luogo di nascita di Maria Andaloro, editore della rivista online “La Grande Testata” e ideatrice del progetto. La prima fila dell’anfiteatro è stata occupata da un paio di scarpe rosse, da un mazzo di chiavi, da una borsa, lì cristallizzati a testimonianza di un delitto. La speranza di «Posto occupato» è che il “contagio” si estenda anche alle altre città italiane, e che le istituzioni, i Comuni, i Servizi di ogni genere e i luoghi di aggregazione sociale raccolgano l’invito a riservare un “posto” in memoria delle donne vittime di ogni forma di violenza. E che questa assenza urli la mostruosità del suo perché.

c.s. a cura dell’Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva

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